Le Nostre Montagne: la Valle D’Aosta (seconda parte: i Rifugi Federico Chabod e Vittorio Emanuele II )


Su e giù per l'Italia / domenica, gennaio 14th, 2018

In questo nuovo articoletto sulla Valle d’Aosta, vogliamo indicarvi altre due belle escursioni che non presentano particolari difficoltà. Una porta al Rifugio Chabod, mentre l’altra arriva al Rifugio Vittorio Emanuele II. Volendo si possono unire queste due escursioni, ma, in questo caso, o si parte davvero prestissimo al mattino, oppure meglio pernottare in uno dei due rifugi.

Un paio di km prima del villaggio di Pont, in Valsavarenche, nelle vicinanze dell’alpeggio Terré, si attraversa il Torrente Savara e, oltrepassato l’alpeggio Pravioux, comincia la salita in un profumato bosco di larici e pini cembri, una delle stazioni predilette dal gallo forcello in questa valle. Dopo una serie di tornanti, e di salita nel bosco, si spunta finalmente in prateria alpina gratificati da una vista incantevole sulle alte vette del Parco, raggiungendo così il rifugio Federico Chabod. Le caratteristiche interessanti sono molteplici, ma l’aspetto panoramico e alpinistico sono sicuramente dominanti. Da qui è possibile fare una traversata al rifugio Vittorio Emanuele II (deviazione circa 10 minuti prima del rifugio), con un piacevole percorso di collegamento a mezzacosta, per scendere poi a nuovamente a Pont Valsavarenche.

Costruito nel 1966, il Rifugio è intitolato al grande storico valdostano Federico Chabod (1901-1960), docente di Storia Moderna prima all’Università Statale di Milano poi alla Sapienza di Roma, autore di opere di storia del Cinquecento e comandante, nel 1944, di formazioni partigiane che tra la Valsavarenche e la val di Cogne operarono per la liberazione d’Italia.

Sito ufficiale http://www.rifugiochabod.com/rifugiochabod/index.php/ita/pagina/6

A monte del solito villaggio di Pont, lasciata l’auto nel grande parcheggio presso l’Hotel Gran Paradiso, si supera il ponte sul Savara a sinistra e si percorre buona parte del pianoro nel vallone di Seyraz sino al rifugio Tétras Lyre. Il sentiero, ben segnalato e molto frequentato, s’inerpica poi nel bosco di larici fino a raggiungere una balconata rocciosa dominante da cui si osserva tutto l’anfiteatro del vallone suddetto. Si continua lungo il sentiero e si giunge al Rifugio Vittorio Emanuele II nei cui pressi troviamo anche un vecchio edificio un tempo sede del rifugio ed ora ospitante i locali invernali ed i locali della Sorveglianza. Dal rifugio è consigliabile risalire il dosso morenico posto oltre il laghetto di Moncorvè fino alla sua sommità da cui si può godere un vasto panorama sulle montagne prossime al rifugio (Ciarforon, Becca di Monciair e Becca di Moncorvé), in lontananza appare ben visibile la catena del Monte Bianco.

Dal Rifugio Vittorio Emanuele II, in comune di Valsavarenche, imboccando il sentiero n. 1A, che a mezzacosta taglia il versante, si raggiunge un crocevia. Qui, seguendo il ramo di sentiero sulla destra, si perviene in circa  due ore al rifugio Chabod.

il sito ufficiale del Rifugio Vittorio Emanuele II:

http://www.rifugiovittorioemanuele.com

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