L’Isola di Java, magia tra templi e vulcani

Giava, situata tra Sumatra e Bali, è un’isola punteggiata di vulcani ed è il centro geografico ed economico dell’Indonesia, in quanto ospita più della metà dei suoi abitanti. La città più grande di Giava è la moderna e sconfinata Giacarta, la capitale del Paese, dove sorgono il grande Museo Nazionale, la città vecchia (Kota Tua) con gli edifici coloniali olandesi, numerosi alberghi esclusivi e centri commerciali. Ma Giava resta negli occhi e nel cuore per i suoi templi di dimensioni impressionanti: quello Induista di Prambanan e quello Buddista di Borobudur. Tuttavia l’Isola è anche Palazzo di Saultani, che sembra uscito da una favola, e paesaggi naturali strepitosi tra i quali il Vulcano Bromo.

Il Tempio di Borobudur

Ma partiamo da Borobudur, nei pressi di Yogyacarta, città universitaria dell’Isola, conosciuta per le arti tradizionali e il patrimonio culturale. Il suo complesso di edifici reali, o kraton, riccamente ornato e risalente al XVIII secolo, ospita il Palazzo del Sultano, ancora abitato. Sempre all’interno del kraton si trovano numerosi padiglioni all’aperto dove si svolgono spettacoli di danza tradizionale giavanese e concerti di musica gamelan, caratterizzata da gong, campanelli e strumenti a corda.

Il tempio, patrimonio UNESCO, fu costruito nel IX secolo d.C. per ordine dei sovrani della dinastia Sailendra. Con la diffusione dell’islam sull’isola di Java fu poi abbandonato e riscoperto agli inizi del 1800. Iniziarono così i primi lavori di restauro, che proseguirono con ampie opere di ristrutturazione nel corso del XX secolo.

Il tempio sembra una collina: dal basso verso l’alto è costituito da sei terrazze a base quadrata, sormontate da tre terrazze circolari, che portano all’ultima terrazza circolare con il Grande Stupa, per un totale di 10 terrazze. Questa struttura simboleggia il cammino verso il Nirvana, che coincide con la sommità del tempio. Un corridoio di 5 Km percorre il perimetro delle terrazze quadrate fino alle piattaforme circolari e su entrambe le pareti del corridoio ci sono pannelli narrativi che rappresentano il libro del buddhismo. Su ognuno dei quattro lati del tempio c’è poi una scalinata che permette di raggiungere le terrazze circolari senza dover percorrere tutto il corridoio. Nelle piattaforme quadrate ci sono 432 statue di Buddha con diverse posizioni delle mani, ognuna con un preciso significato. Nei piani circolari ci sono 72 stupa a graticcio, che contengono altre statue di Buddha. Nei primi due livelli circolari le aperture degli stupa sono a forma di rombo, mentre nell’ultimo livello sono a forma quadrata: questo simboleggia l’ottenimento della stabilità man mano che ci si avvicina al Nirvana.

Il complesso dei Templi di Prambanan

La visita può durare da un’ora e mezza a due ore. Si consiglia una guida esperta che vi spieghi passo il significato simbolico di ciò che è più interessante e dei riti che potreste osservare salendo.

Vi consigliamo una buona guida per visitare anche il Kraton, ma, soprattutto, il Tempio Induista di Prambanan, o meglio il complesso di templi.  Purtroppo molti furono danneggiati dai terremoti, ma il fascino del sito rimane intaccato da tutto. Il tempio più importante e bello è quello dedicato a Shiva, il Candi Shiva Mahadeva che con la sua guglia, alta 47m, spicca tra le colline. L’esterno delle torri è decorato con immagini tipiche della religione induista, inoltre ogni entrata, è sorvegliata da due leoni. Nell’interno in una delle sale si trova la statua di Shiva, in un’altra il figlio Ganesh, con la testa di elefante. A differenza del Borobudur, qui ci sono meno turisti locali, solo alcune scolaresche che si fermano a parlare con i turisti per impratichire il loro inglese.

A questo punto passiamo alla natura…e ai Vulcani. Già in zona ce ne sono diversi, ma circa 400 km da noi c’è il Monte Bromo! Ad oggi chi ci è andato recentemente, mi ha detto che vedere l’alba sul vulcano è un incubo senza fine, tra jeep, smog e una marea di turisti. Anni fa non era così…Ci siamo trovati soli ad ammirare un paesaggio davvero mozzafiato!!! Preso un volo Yogyakarta – Surabaya (circa un’ora), si esce dall’aeroporto e si va a prendere un comodo treno in direzione Probolinggo (il traffico in Indonesia, infatti, è allucinante, quindi meglio la ferrovia). Da Probolinggo a Cemoro  si può ricorrere ad un autista privato o pulmino condiviso. Arrivando a Cemoro la sera tardi, ci si rifocilla e si riposa qualche oretta. Ovviamente la salita ha inizio di notte: l’obiettivo è raggiungere il punto di osservazione da cui assistere allo spettacolo dell’alba (in Agosto intorno alle 5:15).

Alba su Monte Bromo (vulcano attivo)

Dopo, ma non subito, naturalmente, tutti sulle pendici del vulcano per dare una sbirciatina alla sua caldera!

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