Djerba, un’isola raggiungibile con l’auto

E sì amici, perché Djerba è collegata alla terra ferma (la Tunisia a cui appartiene) da un terrapieno. Chi vi va direttamente per restare sull’Isola, arriva in aereo, ma, se vuole uscirne e gironzolare, può prendere tranquillamente una jeep. Scoprire l’isola, tuttavia, è una continua sorpresa, il ritmo dei suoi abitanti, il suo alone misterioso che penetra nella mitologia omerica e biblica risiede qui ancora oggi  nel III millennio.  E, se pur vero che l’aeroporto internazionale e il terrapieno stradale di El Kantara che attacca l’isola al continente ha tolto quell’isolamento dei secoli scorsi implicando però uno slancio alla economia, gli abitanti dei numerosi villaggi continuano a mantenere molte delle antiche abitudini.

Una Fortezza

In verità il viaggiatore occidentale che si trova in questi luoghi trova una molteplice varietà etniche e antropologiche. Solo per citarne alcune: la presenza storica della comunità ebraica, la realtà della numerosa  comunità Ibadita, con la sua lingua e le sue tradizioni, i molti occidentali che si sono insediati, tutti sembrano vivere  in armoniosa vicinanza. Una vera micro-civilizzazione si è andata formando in questa  terra che potrebbe essere considerata un esempio ben riuscito di convivenza di differenti culture.

Giungendo a Djerba, si ha immediatamente la sensazione di essere in una terra dolce, l’aria tersa ed ossigenata dalla brezza marina, i cieli dal colore blu intenso. Insomma per sintetizzare con l’espressione di un noto scrittore (Gustave Flaubert) che ha abitato nell’isola il quale asseriva che: “ l’aria di Djerba mi  impedisce  di morire”.

Noi vi abbiamo trovato anche specie animali diverse…non solo dromedari, ma perfino camaleonti, piccoli, ma comunque visibili al nostro occhio attento.

Mimetico per natura…

Su questa terra troviamo non solo una numerosa presenza di molteplici tradizioni di una umanità ricca di originali storie e di culture ma anche forme ed architetture uniche in tutta l’Africa  del nord.

In un isola che nel complesso il suo perimetro è  approssimativamente di 140 chilometri ci sono all’incirca 300 moschee di cui una metà sono di rito ibadita, che sono le più antiche. Ciò dimostra che un tempo la setta musulmana wahabita, karigita,  ibadita (tre termini che con alcune diverse sfumature definiscono la medesima congregazione religiosa) era la presenza più numerosa sull’isola. Queste antiche e bianchissime  moschee ibadite, con i  loro archi, cupole  e  spazi  sono state realizzate con  uno spirito semplice ma essenziale. Le costruzioni dalle murate  irregolari originariamente  fatte di gesso e pietre sembrano a volte apparire come morbidi castelli di fango fatti da bambini. Linee semplici ed essenziali come pennellate di quadri di Van Gogh. Sono costruzioni in cui si legge una vita di tipo monacale, fatta di preghiera e di misticismo. In ogni moschea poi, c’è sempre una grande cisterna sotterranea dove l’acqua piovana si  convoglia  e si conserva (questo fondamentale elemento è necessario alla vita e alle abluzioni che precedono la preghiere).

Una moschea

A Djerba, pur essendoci molti pozzi, l’acqua è salmastra, quindi le scorte storiche per il consumo umano erano poste in queste cisterne, realizzate presso ogni casa tradizionale. Oggi però sono stati realizzati acquedotti che prelevano l’acqua dal continente e che viene per caduta e pompata dal villaggio di Kutine sino all’isola.

La casa tradizionale  di Djerba  è il menzel, una abitazione un tempo rurale che oggi è da molti restaurata ed equipaggiata di ogni confort. Potremmo dire che  le piste e le strade dell’isola sono state realizzate originariamente per collegare i casolari (menzel) sparsi nella campagna interna. Questi percorsi si snodano tuttora su piste sabbiose dentro fossati di cumuli di terra (tabia) che contrassegnano le differenti proprietà agricole. Questi percorsi portano sempre ad un mezel che si presenta come una piccola fortezza nel mezzo della proprietà. E’ una costruzione quadrata con quattro torrette sugli angoli di una dimensione che varia da 10 ai 20 metri per lato.

Un dromedario, diventato nostro amico, dopo una coca -cola (ebbene sì la adorava)

Nelle zone più urbanizzate, all’interno e alla periferia dei villaggi sono presenti delle basse costruzioni con tetti spioventi a due falde: questi sono i laboratori di tessitura che un tempo erano circa  2000 distribuiti nell’isola.  Molti sono ancora in funzione. Dentro i laboratori vi sono  telai verticali dalla apparenza arcaica, tessono filati anche preziosi destinati all’abbigliamento di pezze  che servono per la realizzazione di abiti tradizionali che ancor oggi sono usati, composizioni di disegni a losanga ricamati su tessuti in genere bianchi che rendono di un’eleganza particolare le donne dell’isola.

L’isola di Djerba è famosa per essere la Perla del Mediterraneo: questo titolo vi assicura spiagge bellissime, acque turchesi, palme e sabbia bianca. Le spiagge orientali sono considerate da tutti le migliori (sono attrezzatissime e propongono hotel e resort che affacciano direttamente sul mare).

Il mare di Djerba

Il mare è particolarmente limpido, cosa che rende felici tutti gli amanti degli sport acquatici. Se volete hotel, locali, negozietti allora ricordatevi di andare nelle città costiere di Aghit, Midoun (particolarmente ricca di mercatini), Seguia e Sidi Mahrez. Ricordatevi di fare un salto anche alla laguna di Djerba con le sue dune, qui potrete fare delle foto spettacolari. Se invece amate i cammelli, è possibile fare escursioni anche di più giorni a dorso di cammello, soprattutto sulle dune di sabbia di Douz, mentre per gli amanti dei volatili vale la pena di fare un giro sulla penisola dei Fenicotteri Rosa. Mahboubine, invece, possiede i più bei giardini dell’isola.

Da visitare anche il capoluogo di Djerba, Houmt-Souk: qui troverete i Menzel e ci sono tantissimi alberi di ibisco e i tradizionali souk, ovvero i mercatini con tutto il loro corollario di urla e contrattazioni.

Altre città rinomate sono Guellala, patria dell’artigianato locale e sede del Museo del Patrimonio Tradizionale Tunisino e Hara Kbira e Hara Srira.

Altra visita da non perdere è quella alla Marina di Djerba, con il porto dei pescatori e le tradizionali anfore per la pesca al polipo. Altra meta preferita dai turisti è la fortezza di Borj el-Kebir.

Competizioni a cavallo

Allo stesso tempo, non può mancare la visita a El Ghriba, un’antica sinagoga, molto famosa nel Mondo, che si trova nel villaggio di Hara Sghira o Er-Riadh, tutta bianca, finestre e porte azzurre ed i celebri cilindri in argento.

A Djerba poi troverete anche diverse moschee tra cui le Moschee dei Turchi e la Zaouia di Sidi Brahim, luoghi ricchi di fascino.

Se siete fortunati, potrete anche trovarvi, come noi, ospiti ad un matrimonio berbero: i festeggiamenti sono davvero particolari e si fanno pure gare a cavallo lungo la spiaggia (competizioni simili alla nostra giostra medievale, ma senza armi).

 

By http://sarainviaggio.altervista.org/

Reportage dall'Africa

Informazioni su sarainviaggio

Sono nata e vivo a Genova. Amo i viaggi e sono nata per viaggiare. Mi piace scoprire, imparare, assaggiare, vivere esperienze da ogni parte del Mondo. Ho avuto la fortuna di toccare tutti i 5 continenti e di visitare diversi Stati del Mondo (alcuni anche più volte). Voglio continuare ancora, a lungo e, soprattutto, con mio marito e, virtualmente, con tutti voi che mi seguirete su questo blog. Grazie a chi metterà un Mi Piace, tra i membri di Facebook, alla mia pagina di viaggi!

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