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Bogotà, capitale dalle molte sorprese

Bogotà è la capitale della Colombia, una grande città dove vivono quasi 8 milioni di abitanti e che sta vivendo un periodo di riqualificazione ed espansione del suo centro storico, dopo una crisi che, negli anni Ottanta e Novanta, aveva reso questa meta poco attraente per il turismo. Le cause principali: la corruzione (davvero altissima), la guerriglia e la criminalità legata, soprattutto, al narcotraffico che ha coinvolto tutta la Colombia e non solo. Tuttavia, ad oggi, ha mantenuto un gran numero di istituzioni culturali e scientifiche che la caratterizzano.

Ma vediamo che cosa fare a Bogotà in una giornata intera di permanenza in città…

Targa che celebra la Fondazione di Bogotà

Per scoprire il volto più antico di Bogotà, partite dal quartiere storico della Candelaria, il centro della città coloniale, che gli spagnoli chiamavano Santa Fe e che ancora oggi conserva l’aspetto più originale e suggestivo della realtà urbana. Per quanto oggi il tasso di piccola criminalità sia drasticamente crollato, è consigliabile comunque prestare attenzione nelle aree più affollate, soprattutto nelle giornate di mercato, poiché i turisti vengono talvolta presi di mira da abili borseggiatori. La prima meta dell’itinerario è la centralissima Plaza de Bolivar, l’antico centro del potere spagnolo, dove sorgono i più importanti edifici storici di Bogotà: la Catedral Primada, il Palazzo di Giustizia, il Capitolio Nacional e il Palazzo Arcivescovile. Realizzati in pietra chiara e finemente decorati, tutti questi edifici mostrano la tipica facciata dell’architettura coloniale spagnola a cavallo tra Cinquecento e Seicento sono stati fortemente rimaneggiati nel corso dell’Ottocento, dando alla piazza un austero stile neoclassico. Al centro della piazza si trova la possente statua in bronzo di Simon Bolivar, il rivoluzionario venezuelano artefice dell’indipendenza della Colombia dalla Spagna e presidente della Grande Colombia, l’entità politica che si formò nel corso del XIX secolo e che riuniva gli attuali Colombia, Venezuela, Ecuador e Panama.

 

Le colorate vie della Candelaria

La zona attorno alla piazza è molto ricca di piccoli bar e locali perfetti per una piccola pausa prima di riprendere il giro per le strade di Bogotà. A poca distanza dalla piazza si trovano le due più importanti istituzioni museali di Bogotà e dell’intera Colombia: la Fondazione Fernando Botero e il Museo dell’Oro.
La Fondazione Fernando Botero, ma soprattutto il Museo Botero, è una delle principali attrazioni per il turismo culturale colombiano ed è un centro artistico e culturale davvero straordinario. Aperta nel 2000 grazie alla generosa donazione dell’artista stesso alla città di Bogotà, il museo raccoglie 123 opere di Botero e una vasta collezione di opere d’arte di artisti da tutto il mondo come Picasso, Renoir, Dalì, Giacometti e molti altri. L’artista di Medellin ha donato queste opere come forma di riconoscimento per la sua terra e ha ottenuto che l’ingresso al museo fosse completamente gratuito per permettere a chiunque di accedere. Per questo, ogni anno più di mezzo milione di visitatori entrano ad ammirare la Monnalisa e la Muerte tocando guitarra. Troverete un nostro reportage sulle opere di Botero nella rubrica “Brevi reportage fotografici”.

Le stradine di Villa de Leyva

Per scoprire, invece, la storia più antica di Bogotà e dell’intera area sudamericana dovete visitare lo spettacolare Museo dell’oro del Banco della Repubblica di Colombia, la più ricca collezione al mondo di manufatti d’oro di epoca precolombiana. Questo grande istituto museale è stato fondato nel 1939 dal Banco della Repubblica di Colombia, la banca centrale del paese, per proteggere e conservare lo straordinario patrimonio archeologico e artistico che fino a quel momento si trovava, inaccessibile, nei caveau e nei magazzini delle istituzioni statali. Nelle sue sale troverete più di 34.000 oggetti d’oro di strabiliante fattura, che mostrano l’incredibile maestria che i maestri orafi di età preispanica avevano raggiunto nella lavorazione dei metalli, e una grande collezione di manufatti di ogni tipo, testimoni della storia di queste popolazioni. Bisognerebbe poterci dormire dentro perché, per vederlo tutto nei minimi dettagli, non basta una giornata. (Trovate un reportage sul Museo nella nostra rubrica “Curiosando un po’ qua e là”).

Villa de Leyva – La piazza della Cattedrale

Dopo la visita, che richiederà, comunque, alcune ore, la scelta migliore è quella di spostarsi nel quartiere della Zona G, molto rinomata per la qualità dei suoi ristoranti e per la vivacità della vita notturna, dove potrete passare una serata al ritmo di musiche latine prima di andare a riposare.

Da visitare, sono anche i dintorni della Capitale, come la Cattedrale di Sale a Zipaquirá (anche di questa trovate immagini suggestive sempre nella rubrica “Brevi reportage fotografici”) ad una cinquantina di km da Bogotà, la cittadina coloniale di Villa de Leyva, a 170 km a nord, con i vicini Museo “El Fossil” e il Convento del Santo Ecce Homo. Purtroppo, per quanto riguarda le tempistiche, sia in Bogotà che fuori, da e verso la Capitale, tutto dipende dal traffico che qui è davvero impossibile, soprattutto nelle ore di punta.

Per quanto riguarda i mezzi per arrivare a Bogotà, i voli diretti non partono dall’Italia, ma noi abbiamo volato con Iberia fino a Madrid e poi, da lì, con Avianca, la compagnia di bandiera della Colombia. Per gli hotel, consiglierei, come per noi un hotel vicino alla zona della Candelaria (ma non all’interno).

Il Convento del Santo Ecce Homo (dintorni di Villa de Leyva).

Come sempre, prima si prenota, meno si spende e ricordate: alcuni musei a Bogotà sono ad ingresso gratuito. Informatevi bene quali e in quale giorno prima di programmarne la visita.

By http://sarainviaggio.altervista.org

sarainviaggio

Sono nata e vivo a Genova. Amo i viaggi e sono nata per viaggiare. Mi piace scoprire, imparare, assaggiare, vivere esperienze da ogni parte del Mondo. Ho avuto la fortuna di toccare tutti i 5 continenti e di visitare diversi Stati del Mondo (alcuni anche più volte). Voglio continuare ancora, a lungo e, soprattutto, con mio marito e, virtualmente, con tutti voi che mi seguirete su questo blog. Grazie a chi metterà un Mi Piace, tra i membri di Facebook, alla mia pagina di viaggi!

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